Messina e Reggio, venti minuti di mare per costruire un futuro comune

Venti minuti di mare per passare da una sponda all’altra, ma secoli di storia, identità e campanilismo da mettere insieme. Messina e Reggio Calabria ci provano, scegliendo il cuore dello Stretto, a bordo della nave Elio di Caronte & Tourist, per firmare il protocollo d’intesa che punta a costruire un’Area integrata dello Stretto.

I sindaci Federico Basile e Francesco Cannizzaro mettono sul tavolo una strategia comune che guarda alla mobilità, al turismo, alla cultura e alla ricerca. Tra le proposte, collegamenti più efficienti con l’aeroporto di Reggio Calabria, un possibile biglietto unico e una denominazione dello scalo che includa entrambe le città: “Reggio Calabria – Messina”. Un nome che racconta l’ambizione di presentare al mondo non due realtà separate, ma un territorio capace di fare sistema.
Nel progetto entrano anche itinerari turistici condivisi e le “Domeniche dello Stretto”, con iniziative per mettere in rete luoghi simbolo come il MuMe e il Museo Archeologico di Reggio Calabria, dove sono custoditi i Bronzi di Riace. Previste, inoltre, collaborazioni tra università e una maggiore integrazione nella gestione delle emergenze.
Il messaggio dei due sindaci è chiaro: il ponte tra le sponde non deve essere soltanto quello, ancora al centro del dibattito, fatto di cemento e acciaio. Può cominciare dalla capacità di coordinare servizi, valorizzare risorse e trasformare gli spostamenti quotidiani in occasioni di sviluppo.
E se la collaborazione istituzionale promette di avvicinare le due città, il calcio resta terreno fertile per il campanilismo. Durante l’incontro si è scherzato anche sull’ipotesi di una partita tra Messina e Reggio: perché condividere progetti è possibile, ma chiedere alle due tifoserie di mettere da parte le rivalità sarebbe forse il passo più difficile.
Il protocollo avrà una durata di cinque anni, ma non prevede finanziamenti immediati. La sfida, adesso, è tradurre le intenzioni in interventi concreti, con risorse, tempi e responsabilità definiti.
Messina e Reggio condividono già il mare, i collegamenti e una quotidianità che attraversa continuamente lo Stretto. Ora provano a condividere anche una strategia. Perché la distanza, qualche volta, non si misura in chilometri o minuti di navigazione, ma nella capacità di lavorare insieme.

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